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	<title>SEO Bari - Web Marketing - Posizionamento motori di ricerca</title>
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		<title>Quale futuro per i siti web?</title>
		<link>http://semstudiobari.wordpress.com/2010/10/04/quale-futuro-per-i-siti-web/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 09:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>semstudiobari</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Una delle provocazioni che più spesso ripropongo parte da una domanda: le aziende possono fare a meno di un sito internet? Il sito web potrebbe sembrare “morto” per almeno tre motivi: rappresenta l’apoteosi del “branded” e per questo motivo risulta invasivo al tempo del social networking in cui tutto è (apparentemente) ad appannaggio dell’utente è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=221&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/10/attenzione-conversione.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-222" title="attenzione-conversione" src="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/10/attenzione-conversione.png?w=500&#038;h=232" alt="" width="500" height="232" /></a></p>
<p>Una delle provocazioni che più spesso ripropongo parte da una domanda: <strong>le aziende possono fare a meno di un sito internet?</strong></p>
<p>Il sito web potrebbe sembrare “morto” per almeno tre motivi:</p>
<ul>
<li>rappresenta l’apoteosi del “branded” e per questo motivo risulta  invasivo al tempo del social networking in cui tutto è (apparentemente)  ad appannaggio dell’utente</li>
<li>è uno strumento “complesso e costoso”, a differenza di tutte le  altre possibilità di presenza on line per un’azienda, da twitter a  facebook (apparentemente) zero cost</li>
<li>è uno strumento che richiede molte risorse di gestione, soprattutto  umane, e spesso competenze più complesse di quelle che servono per  lanciare un tweet, aggiornare uno status o inserire un prodotto su ebay</li>
</ul>
<p>Da qualche tempo mi occupo di progettazione web, architettura  informativa e scelta dei cms. Più sviluppo progetti per le aziende, con  le aziende, più mi convinco che il sito web è importantissimo e  tutt’altro che fuori moda.</p>
<p>Una delle cose che porto a casa dall’università è l’ossessione per la domanda <strong>“What’s in it for me?”</strong>, che adattata a questo caso suona più o meno come <strong>“perché dovrei costruire un sito web?”</strong></p>
<p>La risposta non è univoca. O meglio, le motivazioni sono molteplici.  E’ pur vero che un buon wordpress (gratuito) con un tema ben settato  (anche investendo molto tempo e poco denaro), i giusti collegamenti ai  social network, un eventuale spazio ebay, l’aggiornamento dei contenuti e  poco più possono dare l’illusione di un progetto web completo e low  cost. Nessuno nega che un “mezzo smanettone” è in grado di dare parvenza  di sito internet ad un insieme di strumenti disponibili gratuitamente.  Ma non è questo il punto. La presenza di un sito web, ancor meglio se  sviluppato “custom”, è fondamentale per le imprese. Perchè?</p>
<ul>
<li>Perché il sito internet è lo specchio dell’azienda stessa. E’ il  continuo della pubblicità cartacea, televisiva, radiofonica.. il punto  di atterraggio di molti degli sforzi aziendali.</li>
<li>Perché permette di inserire ogni tipo di contenuto senza le  forzature che, diciamocelo, ancora oggi le altre piattaforme impongono.</li>
<li>Perché permette di progettare l’esperienza di navigazione. Una volta  catalizzata l’attenzione dell’utente è la scienza dell’usabilità, della  personalizzazione e del testing, a rendere queste landing page cosi  performanti, tanto utili per l’utente finale quanto profittevoli per  l’azienda.</li>
<li>Perché è nostro. Non esiste il rischio, seppur remoto, che domattina <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mark_Zuckerberg">Mark Zuckerberg</a> si svegli divorato dalla filantropia e schifato dal business e decida  di chiudere alle aziende il più noto social network mondiale.</li>
</ul>
<p>Resto pesantemente convinto che il sito web, cosi come il blog aziendale per i progetti social, rappresenti un <strong>punto di atterraggio</strong> che abita su un diverso livello rispetto ai <strong>punti di raccolta</strong> (social networks) in cui si catalizza l’<strong>attenzione</strong> ma più difficilmente si concretizza la <strong>conversione.</strong></p>
<p>A mio parere il gioco del web del futuro avrà luogo proprio su questo  terreno, con una presenza aziendale sempre più nebulosa e frammentata  che necessiterà però di un campo base dove rifugiarsi fino alla prossima  tempesta modaiola, io credo che questo campo base possa essere il sito  web, <strong>secondo voi?</strong><br />
<strong>Fonte: <a href="http://marketingarena.it/2010/10/03/quale-futuro-per-i-siti-web/" target="_blank">Giorgio Soffiato</a><br />
</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/semstudiobari.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/semstudiobari.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/semstudiobari.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/semstudiobari.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/semstudiobari.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/semstudiobari.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/semstudiobari.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/semstudiobari.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/semstudiobari.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/semstudiobari.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/semstudiobari.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/semstudiobari.wordpress.com/221/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/semstudiobari.wordpress.com/221/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/semstudiobari.wordpress.com/221/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=221&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Branding in 5 passi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 09:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>semstudiobari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo bari,web marketing bari,posizionamento motori di ricerca,blog, communitymarketing online, ottimizzare, social network, Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[branding]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[A meno di non gestire la propria azienda con le orecchie e gli occhi tappati, bisogna essere consapevoli dell’importanza che rivestono i social media e dell’impatto che hanno sia sul brand che sui profitti. Tuttavia, anche se i social media sono l’argomento del momento nelle news, nei blog, nei libri, alle conferenze e al bar, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=213&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Side Central START --></p>
<div></div>
<p><img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2010/08/branding-5-step.jpg" alt="Branding in 5 step" /></p>
<p>A meno di non gestire la propria azienda con le orecchie e gli occhi  tappati, bisogna essere consapevoli dell’importanza che rivestono i  social media e dell’impatto che hanno sia sul brand che sui profitti.  Tuttavia, anche se i social media sono l’argomento del momento nelle  news, nei blog, nei libri, alle conferenze e al bar, stiamo ancora  sottovalutando il loro potenziale complessivo.</p>
<p>La “socializzazione” del business è paragonabile alla tana del  bianconiglio di Alice nel Paese delle Meraviglie, o alla pillola rossa  di Matrix. Se l’ignoranza è beatitudine, il risveglio porta alla  consapevolezza. Dove c’è intuizione, c’è opportunità – ma con  l’opportunità, arrivano anche i costi. In questo caso, i costi  significano apprendimento, cambiamento, adattamento e innovazione.</p>
<p>I Social Media sono ingannevoli. Sembrano semplici, gratuiti, facili da  “fare propri”. Se questo post avesse come titolo “5 semplici passi per  la Gestione del Brand Online”, l’elenco dei punti potrebbe essere:</p>
<p>• Monitora e ascolta le conversazioni relative al tuo brand e ai competitor<br />
• Apri un blog, crea un profilo su Twitter, imposta una pagina su Facebook e “trasmetti” tramite un canale su YouTube<br />
• Redigi delle linee guida orientate ai Social Media<br />
• Sii trasparente ed originale<br />
• Fai domande, sondaggi, crea contenuti interessanti… e divertiti</p>
<p>Non è che questa lista sia falsa. In realtà è ciò che fanno molte  aziende nel loro cammino verso una nuova era di scoperte, nel tentativo  di mettersi in rilievo. Tieni presente tuttavia che, dato che i social  media stanno “maturando”, i consumatori diventano sempre più esigenti.</p>
<p>Hanno una certa padronanza e conoscenza dei social, e la loro  attenzione non solo si va assottigliando, ma è ora focalizzata sulle  relazioni e sulle informazioni che reputano più vantaggiose.</p>
<p>Invece di guardare ai metodi più semplici per utilizzare i social  media, esaminiamo i 5 livelli per gestire – e in ultima analisi definire  – il tuo brand online.</p>
<p><strong>1. Ascolta e impara</strong> – L’ascolto, il monitoraggio e  il reporting sono ingranaggi obbligatori nella macchina dei media  sociali. La raccolta di informazioni per programmare significative  azioni sui social è, d’altra parte, un valore inestimabile.</p>
<p>Misurare il numero delle “voci” e la frequenza delle citazioni è  utile per capire cosa sta accadendo dentro e intorno a noi. Ma se  espandi i tuoi orizzonti per coprire tutte le conversazioni relative al  tuo mercato e ti posizioni all’interno di un panorama più ampio,  scoprirai opportunità che stavi perdendo, nelle aree del miglioramento,  dell’innovazione, dell’espansione.</p>
<p><strong>2. Reagisci e guida le conversazioni</strong> – Molte aziende  monitorano le conversazioni relative esclusivamente a certe parole  chiave, o rispondono semplicemente a chi invita loro alla  partecipazione, ma i social media superano questo primo livello di  dialogo. I social sono l’occasione di andare oltre imparando cosa serve a  guidare la conversazione e portarsi nella posizione che si desidera  ottenere.</p>
<p>Rispondere a commenti rilevanti è solo l’inizio. Introdurre “oggetti  sociali” che indirizzano i bisogni o direzionano le azioni, nella forma  di post, video, immagini o altri commenti che dimostrano passione,  competenza e leadership garantisce una rotazione completa fra “inbound” e  “outbound” marketing, servizi e comunicazione.</p>
<p><strong>3. “Divide et impera”</strong> – Quello che risulta evidente  da questi primi punti è che nessun reparto “possiede” i social media. A  seconda del settore, le conversazioni si “allineano” con le diverse  aree: servizi, marketing, prodotti, risorse umane, finanza. Questo è  l’inizio della “socializzazione” del business. Le conversazioni si  alimentano e sono alimentate da informazioni distinte fra loro. Dai  priorità ed assegna le attività (in ingresso e in uscita) sulla base del  flusso delle conversazioni, in base alla natura e alla rilevanza delle  discussioni.</p>
<p><strong>4. Adattati</strong> – Le reazioni ad esperienze negative non  possono essere ridimensionate. Identificare le tipologie ricorrenti  verso queste esperienze al fine di sviluppare correzioni mirate ferma la  diffusione delle negatività e fa diminuire la pubblicità sfavorevole.  Ma fa anche qualcosa in più.</p>
<p>L’azione dell’ascoltare, del rispondere e del risolvere creano una  organizzazione “adattativa”. Il processo trascende dalle parole  all’azione. E come sappiamo, i fatti contano più delle parole.</p>
<p><strong>5. Progetta delle metriche e misura le performance</strong> – Uno dei principali argomenti di discussione per cui le <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2009/06/le-nuove-metriche-di-blog-e-social.html">metriche</a> e il <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/05/roi-web-marketing-social-media.html">ROI nei social media</a> sono molto dibattuti oggi, è perché molti degli esempi che sentiamo e  vediamo riguardano casi senza un risultato o un successo misurabile. Ma  questo non vuol dire se non siano importanti.</p>
<p>Le metriche, per loro natura, sono concepite per essere in continuo  “movimento”. KPI e ROI dovrebbero essere presi in considerazione nel  processo di pianificazione di tutte le azioni condotte sui social media.  Introduci la “click to action”, le opportunità di conversione e i  risultati desiderabili, e quindi confronta le attività e i risultati con  altri programmi per imparare, concentrare le risorse ed evolvere col  mercato.</p>
<p>I social media sono tanto dinamici e in espansione tanto quanto sono  semplici e complessi allo stesso tempo. La “socializzazione” del  business è un’aspirazione. Siamo in competizione per l’attenzione,  l’affinità e per vendere i nostri prodotti/servizi in ambiti dove le  guide e i manuali sono in continua fase di sviluppo, e non possono  essere in un certo senso “materializzati”. Siamo in competizione per il  nostro presente, ma anche per il nostro futuro.</p>
<p>Liberamente tradotto da <em>“<a href="http://entrepreneur.venturebeat.com/2010/08/06/5-not-so-easy-steps-to-managing-your-brand-online/">5 not-so-easy steps to managing your brand online</a>“</em>, di Brian Solis.</p>
<p>Fonte: TagliaBlog</p>
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		<title>AdWords: Testi migliori, rendimento migliore</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 10:17:38 +0000</pubDate>
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		<title>La Bolla dei Social Media</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 11:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>semstudiobari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei avanzare una ipotesi: nonostante tutto l’entusiasmo che circonda i social media, Internet non ci sta “connettendo” così tanto come pensiamo. E’ principalmente un luogo dove si stabiliscono connessioni deboli e artificiali, quelle che io chiamo “relazioni sottili”. Durante la bolla del subprime, banche e broker si vendevano l’un l’altro crediti inesigibili – debiti che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=199&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/05/social-media-bubble.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-200" title="social-media-bubble" src="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/05/social-media-bubble.jpg?w=495&#038;h=243" alt="" width="495" height="243" /></a></p>
<p>Vorrei avanzare una ipotesi: nonostante tutto l’entusiasmo che  circonda i social media, Internet non ci sta “connettendo” così tanto  come pensiamo. E’ principalmente un luogo dove si stabiliscono  connessioni deboli e artificiali, quelle che io chiamo “relazioni  sottili”.</p>
<p>Durante la bolla del subprime, banche e broker si vendevano l’un  l’altro crediti inesigibili – debiti che non potevano essere riscossi.  Oggi, i media “sociali” mercanteggiano connessioni di bassa qualità –  legami che difficilmente producono relazioni significative e durature.</p>
<p><strong>Puoi chiamarle “relazioni inflazionate”</strong>. Nominalmente,  hai molti più rapporti – ma in realtà pochi o nessuno ha valore. Così  come l’inflazione svilisce il potere del denaro, l’”inflazione sociale”  svilisce le relazioni. La stessa parola “relazione” viene svalutata.  Dovrebbe significare qualcuno su cui puoi contare. Oggi significa  qualcuno con cui puoi scambiare dei bit.</p>
<p>Le relazioni sottili sono l’illusione di quelle reali. I rapporti  reali sono basati sull’investimento reciproco. Io investo su di te, tu  investi su di me. Genitori, figli, coniugi – tutti sono investimenti di  cifre, tempo, soldi, conoscenze, attenzioni. Le “relazioni” al centro  della bolla sociale non sono reali perché non sono basate su  investimenti reciproci. Al massimo, sono segnate da qualche piccolo  pezzo di informazioni o attenzioni qua e là.</p>
<p>Ecco ciò che dà sostegno alla mia ipotesi.</p>
<p><strong>Fiducia</strong>. Se ci fermiamo alle apparenze, grazie ai  social media il numero delle amicizie nel mondo è centuplicato. Ma ciò è  accompagnato da un aumento della fiducia? Direi di no. Forse ci vorrà  del tempo per vederne i vantaggi. Ma i social network sono già in giro  da una decina d’anni, e la società non sembra essere tanto migliore.</p>
<p><strong>Perdita di potere</strong>. Se gli strumenti sociali avessero  creato dei reali benefici economici, ci saremmo dovuti aspettare un  “effetto sostituzione”. Avrebbero dovuto rimpiazzare – disintermediare –  i potenti del passato. E invece, al contrario, danno loro sempre più  potere. I tuoi social network preferiti non ti hanno liberato da agenzie  PR, cacciatori di teste e altri tipi di broker. Anzi, ne stanno creando  nuove legioni. La stessa Internet non toglie potere ai governi dando  voce a chi non la ha; anzi, aiuta gli stati autoritari a limitare e  circoscrivere la libertà abbattendo radicalmente i costi di sorveglianza  e di polizia.</p>
<p><strong>Odio</strong>. C’è un vecchio tormentone: Internet va avanti  grazie all’amore. Allo stesso modo, però, è piena di odio: odio  irrazionale verso le persone vicine, i luoghi, o le cose solo un po’  “diverse”. Ultimamente hai letto i commenti di qualche sito di news? Di  solito sono gigantesche pozzanghere di bile e vomito. Dai una occhiata a  <a href="http://norris.blogs.nytimes.com/2010/03/12/do-i-deserve-a-refund/" target="_blank">queste  email di Floyd Norris</a>: il “social web” oggi è sinonimo di “sparare  alla gente in corsa”.</p>
<p><strong>Esclusione</strong>. Le persone si auto-organizzano intorno a  gruppi ai quale piace qualcosa, ma raramente colmano i divari fra  gruppi differenti. Eppure, è proprio in quel modo che iniziano le  relazioni più preziose. Essere “amico” con altre 1.000 persone  ossessionate dagli occhiali vintage anni ‘60 non è amicizia – è solo  condividere un singolo, solitario interesse.</p>
<p><strong>Valore</strong>. E’ la prova finale. Se le “relazioni” create  su Internet fossero state di valore, forse le persone (o gli  inserzionisti pubblicitari) avrebbero pagato per la possibilità di  goderne. Eppure pochi, se ce ne sono, lo fanno – sempre e comunque. Al  contrario, siccome le “relazioni” non hanno valore, le aziende sono  costrette a cercare di <a href="http://blog.washingtonpost.com/story-lab/2010/03/do_you_trust_yelp.html" target="_blank">monetizzarle  in modi eticamente discutibili</a>. Perché non sono relazioni. Io posso  scambiare bit con pseudo-sconosciuti su tutti i siti possibili. Gli  “amici” di questo tipo sono una merce – non un valore, o un bene  insostituibile.</p>
<p>Tre tipi di tumori stanno corrodendo la vitalità del web. In primo  luogo, l’attenzione non è allocata in modo efficiente; le persone  trovano cose di poco valore rispetto ai loro veri interessi. In secondo  luogo, le persone investono in contenuti di bassa qualità. Farmville non  è esattamente Casablanca. Terzo, è più dannoso di tutti, è  l’indebolimento di Internet inteso come “forza del bene”. Non sempre è  Farmville (che non è Casablanca), ma nemmeno sempre è Kiva. Uno dei  migliori esempi della promessa dei social media è Kiva, che assegna  micro-crediti in modo significativo. Per contro, Farmville è in gran  parte inutile, da un punto di vista sociale. Non si creano persone  migliori; si creano solo inserzionisti migliori.</p>
<p>Riassumiamo. Dal lato della domanda, l’inflazione delle relazioni  crea l’effetto dei concorsi di bellezza, dove come ogni giudice vota per  il concorrente che gli altri giudici pensano sia il migliore, le  persone trasmettono quello che pensavo che gli altri vogliono. Dal lato  dell’offerta, l’inflazione delle relazioni crea l’effetto delle gare di  popolarità, dove le persone (e gli artisti) lottano per ottenere una  immediata e viscerale attenzione – <a href="http://blogs.hbr.org/haque/2009/09/is_your_business_innovative_or.html" target="_blank">invece  di fare cose fantastiche</a>.</p>
<p>I social non sono concorsi di bellezza o gare di popolarità. Sono una  distorsione, una caricatura della realtà. Si tratta di fiducia, di  connessioni, di comunità. C’è troppo poco nel panorama mediatico  attuale, a dispetto di tutto il trambusto che circonda gli strumenti  sociali. La promessa di Internet non era quella di gonfiare le relazioni  senza aggiungerci profondità, risonanza e significato. Era  fondamentalmente di “riconnettere” persone, comunità, società civile,  imprese e stato – attraverso relazioni più dense, forti e significative.  Ecco dove <a href="http://blogs.hbr.org/haque/2009/07/the_nichepaper_manifesto.html" target="_blank">il  futuro dei media mente</a>.</p>
<p>Liberamente tradotto da <em><a href="http://blogs.hbr.org/haque/2010/03/the_social_media_bubble.html" target="_blank">The  Social Media Bubble</a></em>, di Umair Haque.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/semstudiobari.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/semstudiobari.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/semstudiobari.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/semstudiobari.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/semstudiobari.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/semstudiobari.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/semstudiobari.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/semstudiobari.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/semstudiobari.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/semstudiobari.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/semstudiobari.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/semstudiobari.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/semstudiobari.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/semstudiobari.wordpress.com/199/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=199&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>YouTube compie 5 anni</title>
		<link>http://semstudiobari.wordpress.com/2010/05/18/youtube-compie-5-anni/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 10:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>semstudiobari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo bari,web marketing bari,posizionamento motori di ricerca,blog, communitymarketing online, ottimizzare, social network, Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinque anni fa a maggio, dopo mesi di notti insonni e di test, tre ragazzi lanciarono la prima versione beta di un sito che aveva una missione in particolare: offrire a chiunque nel mondo la possibilità di esprimersi liberamente, informare e divertire. Così nacque YouTube. Oggi sono oltre 2 miliardi i video visualizzati su YouTube [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=190&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/05/yt.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-191" title="YT" src="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/05/yt.jpg?w=320&#038;h=146" alt="" width="320" height="146" /></a></p>
<div>Cinque anni fa a maggio, dopo  mesi di notti insonni e di test, tre ragazzi lanciarono la prima versione beta  di un sito che aveva una missione in particolare: offrire a chiunque nel mondo  la possibilità di esprimersi liberamente, informare e divertire. Così nacque  YouTube.</div>
<div>
<p>Oggi sono oltre 2 miliardi i video visualizzati su  YouTube ogni giorno, 24 le ore di contenuti caricate ogni minuto&#8230;</p>
<p>In  questi anni molte cose sono cambiate. YouTube è diventato uno spazio di  confronto, di dibattito, un trampolino di lancio per molti utenti creativi, oggi  vere e proprie celebrità del web. Per poter raccontare tutto questo abbiamo  creato un apposito canale: <a href="http://www.youtube.com/fiveyear" target="_blank"><strong>yo</strong><strong>utube.com/fiveyear</strong></a> dove potrete  ripercorre con i video la storia di YouTube, anche nel nostro  paese.</p>
</div>
<div>L&#8217;Italia infatti non è stata da meno in questo percorso:  abbiamo stretto accordi con importanti partner, come <a href="http://www.youtube.com/rai" target="_blank">RAI</a>, <a href="http://www.youtube.com/foxtv" target="_blank">Fox Channels Italy</a>, <a href="http://www.youtube.com/panini" target="_blank">Panini</a> e <a href="http://www.youtube.com/user/deabyday" target="_blank">De Agostini</a>, che ci permettono di trovare sul  sito ancora più video interessanti. Abbiamo collaborato con Istituzioni e con  Ministeri che si sono aperti al dialogo online: il <a href="http://www.youtube.com/vaticanit" target="_blank">Vaticano</a>, il <a href="http://www.youtube.com/mariastellagelmini" target="_blank">Ministro Gelmini</a>, la <a href="http://www.youtube.com/cameradeideputati" target="_blank">Camera dei Deputati</a> e la stessa <a href="http://www.youtube.com/presidenzarepubblica" target="_blank">Presidenza della  Repubblica</a>. Su YouTube sono nati  progetti di importanza sociale, per combattere la violenza contro le donne  (<a href="http://www.youtube.com/actionforwomen" target="_blank">Action for Women</a>) ed educare i più giovani all&#8217;uso responsabile di  Internet (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=C3Tvc_0KZZk" target="_blank">Non Perdere la  Bussol</a>a).</div>
<div>Inoltre la community italiana è da sempre molto attiva,  aumentano i canali di utenti partner che sfruttano il sito per comunicare la  propria creatività e condividere informazioni interessanti. Due italiani ci  hanno rappresentati a New York, nella prima <a href="http://www.youtube.com/user/symphony" target="_blank">orchestra sinfonica creata su YouTube</a> e molti  altri stanno crescendo ogni giorno come vere e proprie star della rete.</div>
<p>Fonte: <a href="http://googleitalia.blogspot.com/2010/05/youtube-compie-5-anni.html" target="_blank">Google Blog Italia</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/semstudiobari.wordpress.com/190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/semstudiobari.wordpress.com/190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/semstudiobari.wordpress.com/190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/semstudiobari.wordpress.com/190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/semstudiobari.wordpress.com/190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/semstudiobari.wordpress.com/190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/semstudiobari.wordpress.com/190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/semstudiobari.wordpress.com/190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/semstudiobari.wordpress.com/190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/semstudiobari.wordpress.com/190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/semstudiobari.wordpress.com/190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/semstudiobari.wordpress.com/190/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/semstudiobari.wordpress.com/190/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/semstudiobari.wordpress.com/190/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=190&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">YT</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Come passare da zero a un milione di utenti</title>
		<link>http://semstudiobari.wordpress.com/2010/05/14/185/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 09:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>semstudiobari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo bari,web marketing bari,posizionamento motori di ricerca,blog, communitymarketing online, ottimizzare, social network, Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Sogno (e incubo) di tante startup è quello di riuscire a trovare un grande pubblico, di scalare, di raggiungere una massa critica che permetta di sopravvivere (o, meglio, di prosperare ). Nelle 63 slide qui sotto sono contenuti dei preziosissimi consigli, forniti da 2 internet company (Dropbox e Xobni) che ce l’hanno fatta (raggiungendo la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=185&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="visibility:hidden;width:0;height:0;" src="http://counters.gigya.com/wildfire/IMP/CXNID=2000002.0NXC/bHQ9MTI3MzgyODUyNzQ3MCZwdD*xMjczODI4NTY5ODU5JnA9MTAxOTEmZD*mbj13b3JkcHJlc3MmZz*xJm89NjFhYzczZDNkYTQz/NGZkM2I2ZGY2ZjU*MDgwOWMzNWUmb2Y9MA==.gif" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<div id="__ss_3966965" style="width:425px;">
<p>Sogno (e incubo) di tante startup è quello di riuscire a trovare un grande  pubblico, di scalare, di raggiungere una massa critica che permetta di  sopravvivere (o, meglio, di prosperare <img src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":-)" /> ).</p>
<p>Nelle 63 slide qui sotto sono contenuti dei preziosissimi consigli, forniti  da 2 internet company (Dropbox e Xobni) che ce l’hanno fatta (raggiungendo la  bellezza di 2 milioni di utenti in soli 2 anni di vita):</p>
</div>
<div style="width:425px;"><strong><a title="From Zero to a Million Users - Dropbox and Xobni lessons learned" href="http://www.slideshare.net/adamsmith1/from-zero-to-a-million-users-dropbox-and-xobni-lessons-learned" target="_blank">From Zero to a Million Users &#8211; Dropbox and Xobni lessons learned</a></strong><iframe frameborder="0" width="433" height="363" src="http://wpcomwidgets.com/?width=425&amp;height=355&amp;src=http%3A%2F%2Fstatic.slidesharecdn.com%2Fswf%2Fssplayer2.swf%3Fdoc%3Dweb2-0talkcopy-dhversion-withfontfinal-100504124328-phpapp02%26stripped_title%3Dfrom-zero-to-a-million-users-dropbox-and-xobni-lessons-learned&amp;quality=high&amp;flashvars=gig_lt%3D1273828527470%26gig_pt%3D1273828569859%26gig_g%3D1%26gig_n%3Dwordpress&amp;wmode=tranparent&amp;allowfullscreen=true&amp;_tag=gigya&amp;_hash=5e78c9f69a24765f8eb8f69c9cdfcbc1" id="5e78c9f69a24765f8eb8f69c9cdfcbc1"></iframe></div>
<div id="__ss_3966965" style="width:425px;">
<div style="padding:5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/adamsmith1" target="_blank">Adam Smith</a>.</div>
<div style="padding:5px 0 12px;">Ecco, in sunto, 30 buoni consigli che ho estratto dalla presentazione:</p>
<p>• Fai ciò che le persone vogliono (il rischio maggiore è  fare qualcosa che nessuno vuole)<br />
• Un prodotto che si presenta debole sul  mercato non può farcela nemmeno con un buon marketing (mentre un buon prodotto  sarà come se avesse il vento in poppa)<br />
• Risolvi un problema che nessuno  pensa di avere<br />
• Obiettivo: fare un prodotto che da subito sia adatto al  mercato<br />
• Impara presto, impara spesso<br />
• Se vuoi ottenere consigli (e non  hai budget), parla con le persone<br />
• Prima di lanciare il prodotto, fai una  campagna test con AdWords (utilizzando una landing page “fake”, degli  screenshot, etc) per ottenere un feedback<br />
• Prepara un landing page semplice,  che possa incuriosire (e che permetta di raccogliere indirizzi email)<br />
• Vai  dove ci sono gli <em>early adopter</em><br />
• Pensa prima alla nicchia, poi al  “mondo”<br />
• Fingi mentre fai: simula delle feature che ancora il tuo prodotto  non ha<br />
• Marketing = costruire buzz<br />
• Lega il tuo brand ad uno più  grosso<br />
• Incontra i giornalisti di persona, sempre. (E stai attento che sono  sempre molto impegnati: trova il modo e il momento giusto per parlare con  loro)<br />
• La regola #1 del passaparola è quella di avere un ottimo prodotto di  cui poter far parlare<br />
• Genera il passaparola grazie alla “scarsità”<br />
•  Agevola gli utenti a generare il passaparola verso i loro amici<br />
• Focus: fai  poche cose molto bene (piuttosto che molte male)<br />
• Se rendi una cosa più  semplice del 10%, allarghi il tuo pubblico potenziale del 50%<br />
• Non farmi  pensare: nessuna decisione = nessuna probabilità che le cose possano andar  male<br />
• Non farmi leggere: nella tua landing page sii conciso, rimanda gli  step successivi su una seconda pagina<br />
• Pensa prima ad acchiappare l’utente,  e poi “educalo” nel corso del tempo<br />
• Tu non vedi il tuo prodotto nel modo in  cui lo vede il tuo utente!<br />
• Rendi la possibilità di inviarti feedback  semplice e indolore<br />
• Un ottimo prodotto trasforma gli utenti in  <em>evangelist</em><br />
• Incoraggia il passaparola: un programma di affiliazione  aumenta le iscrizioni del 60%<br />
• Scegli bene dove investire il tuo budget  marketing (Xobni ha scoperto che gli utenti AdWords non convertivano, ma  passavano parola ad altri utenti!)<br />
• Alloca risorse in ambito usabilità,  engagement &amp; viralità<br />
• Alcuni mercati non generano buzz<br />
• LTV  (profitto portato dai clienti in un determinato intervallo di tempo) – Costi di  acquisizione = Profitto!</div>
<div style="padding:5px 0 12px;">Fonte: <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/05/come-passare-da-zero-a-un-milione-di-utenti.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+tagliaerbe+%28Tagliablog%29&amp;utm_content=Google+International" target="_blank">TagliaBlog</a></div>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/semstudiobari.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/semstudiobari.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/semstudiobari.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/semstudiobari.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/semstudiobari.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/semstudiobari.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/semstudiobari.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/semstudiobari.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/semstudiobari.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/semstudiobari.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/semstudiobari.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/semstudiobari.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/semstudiobari.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/semstudiobari.wordpress.com/185/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=185&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<media:content url="http://counters.gigya.com/wildfire/IMP/CXNID=2000002.0NXC/bHQ9MTI3MzgyODUyNzQ3MCZwdD*xMjczODI4NTY5ODU5JnA9MTAxOTEmZD*mbj13b3JkcHJlc3MmZz*xJm89NjFhYzczZDNkYTQz/NGZkM2I2ZGY2ZjU*MDgwOWMzNWUmb2Y9MA==.gif" medium="image" />

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			<media:title type="html">:-)</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il nuovo volto di Google</title>
		<link>http://semstudiobari.wordpress.com/2010/05/06/il-nuovo-volto-di-google/</link>
		<comments>http://semstudiobari.wordpress.com/2010/05/06/il-nuovo-volto-di-google/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 06:42:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>semstudiobari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo bari,web marketing bari,posizionamento motori di ricerca,blog, communitymarketing online, ottimizzare, social network, Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle prossime ore noterete diverse novità su Google; tra le più evidenti il logo e la pagina dei risultati. Il logo è stato ridisegnato per apparire più luminoso e attuale, mentre la pagina dei risultati racchiude molti degli esperimenti tecnologici che abbiamo effettuato negli ultimi 10 anni per rendere la ricerca sul nostro motore ancora [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=178&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/05/ricerca_dopo.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-179" title="ricerca_dopo" src="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/05/ricerca_dopo.png?w=600&#038;h=488" alt="" width="600" height="488" /></a></p>
<p>Nelle prossime ore noterete diverse novità su Google; tra le più evidenti il logo e la pagina dei risultati.</p>
<p>Il logo è stato ridisegnato per apparire più luminoso e attuale, mentre la pagina dei risultati racchiude molti degli esperimenti tecnologici che abbiamo effettuato negli ultimi 10 anni per rendere la ricerca sul nostro motore ancora più efficace, rapida e semplice. La maggior parte delle nuove funzioni è ora condensata nel pannello di ricerca che vedrete apparire sul lato sinistro della pagina dei risultati.</p>
<p>La sezione alta di questo pannello vi permette di ricercare una certa informazione all&#8217;interno di diverse tipoligie di contenuti (notizie, blog, immagini, video), mentre quella inferiore vi consente di affinare ulteriormente le ricerche con numerosi strumenti. Potrete ad esempio concentrarvi su uno specifico arco temporale o investigare un tema prendendo spunto da strumenti come &#8220;whonder wheel&#8221;. Provate ad inserire un po&#8217; di chiavi di ricerca e osservate il pannello&#8230;esatto, non è mai lo stesso. Gli strumenti elencati variano di volta in volta; il sistema analizza istantaneamente la query e restituisce i link più idonei ad investigare quel dato tema.</p>
<p>Ma non finisce qui. Tra le nuove funzioni, abbiamo aggiunto &#8220;something different&#8221;. Questa funzione in particolare per ora è visibile solo sul dominio .com. Di che si tratta? in pratica il motore di ricerca vi suggerisce temi non direttamente legati alla chiave di ricerca che avete inserito ma che possono esservi utili per affrofondire lo scenario di riferimento.</p>
<p>Esempio: cercando &#8220;rolling stones&#8221;, l&#8217;algortimo potrebbe consigliarvi di cliccare su &#8220;pink floyd&#8221;, &#8220;led zeppelin&#8221; ecc. Inoltre, che ricerchiate informazioni di tipo testuale, immagini o video, il layout di riferimento sarà sempre lo stesso, in modo da rendere il tutto più uniforme.</p>
<p>Chiaramente vi ho citato solo le novità più evidenti ma tra queste se ne celano molto, molte altre&#8230;.come ad esempio il nuovo colore di sfondo agli annunci sponsorizzati. Abbiamo optato per &#8220;Cosmic Latte&#8221;. Come perchè? perchè è considerato il colore medio dell&#8217;universo! Se non ci credete, googlatelo <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Fonte: <a href="http://googleitalia.blogspot.com/">http://googleitalia.blogspot.com/</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/semstudiobari.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/semstudiobari.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/semstudiobari.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/semstudiobari.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/semstudiobari.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/semstudiobari.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/semstudiobari.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/semstudiobari.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/semstudiobari.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/semstudiobari.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/semstudiobari.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/semstudiobari.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/semstudiobari.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/semstudiobari.wordpress.com/178/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=178&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">ricerca_dopo</media:title>
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	</item>
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		<title>IAB Seminar 2010: benissimo i social, malissimo l’editoria</title>
		<link>http://semstudiobari.wordpress.com/2010/04/09/iab-seminar-2010-benissimo-i-social-malissimo-l%e2%80%99editoria/</link>
		<comments>http://semstudiobari.wordpress.com/2010/04/09/iab-seminar-2010-benissimo-i-social-malissimo-l%e2%80%99editoria/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 08:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>semstudiobari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo bari,web marketing bari,posizionamento motori di ricerca,blog, communitymarketing online, ottimizzare, social network, Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bella giornata primaverile ha fatto ieri da cornice allo IAB Seminar 2010; tema dell’evento “Social Media e Editoria online: relazione virtuosa o pericolosa?” L’apertura (di Layla Pavone) è stata incentrata su questo video, che (mi spiace dirlo) è una esaltazione bella e buona dei social media. E soprattutto mostra una grande falsità: quella che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=168&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/04/iab-seminar.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-169" title="iab-seminar" src="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/04/iab-seminar.png?w=595&#038;h=92" alt="" width="595" height="92" /></a></p>
<p>Una bella giornata primaverile ha fatto ieri da cornice allo <a href="http://www.iabseminar.it/iabseminar2010/" target="_blank">IAB Seminar 2010</a>;  tema dell’evento <strong>“Social Media e Editoria online: relazione virtuosa  o pericolosa?”</strong></p>
<p>L’apertura (di Layla Pavone) è stata incentrata su questo video,</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display:block;'><object width='600' height='368'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ypmfs3z8esI?version=3&rel=1&fs=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1' /> <param name='allowfullscreen' value='true' /> <param name='wmode' value='opaque' /> <embed src='http://www.youtube.com/v/ypmfs3z8esI?version=3&rel=1&fs=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='600' height='368' wmode='opaque'></embed> </object></span>
<p><!-- Side Central START --></p>
<p>che (mi spiace dirlo) è una esaltazione bella e buona dei social  media. E soprattutto mostra una <strong>grande falsità</strong>: quella  che <strong>il social non costa nulla (o quasi) e porta un sacco di  soldi</strong>. Emblematico, in tal senso, il minuto 00:30 del video,  dove si dipinge Gary  Vaynerchuk come una persona in grado di trovare 1.800 nuovi clienti  investendo zero dollari, grazie a Twitter. Ovviamente non si dice che  Vaynerchuk è uno dei massimi esperti mondiali di personal branding e che  ha fatto del binomio <em>“hustle + patience“</em> una delle sue ragioni di vita.</p>
<p>Molto interessante (e oserei dire “tragico”) l’intervento del  giornalista Enrico Pedemonte, che ha dipinto un futuro a tinte fosche  per l’editoria (soprattutto cartacea) destinata a soccombere nell’arco  di pochissimi anni in mancanza di un modello di business sostenibile  (modello che, per ora, non riesce a trovare). Un dato su tutti: in  Italia, entro quest’anno, <strong>rimarranno a piedi un migliaio di  giornalisti, ovvero circa 1/6 del totale</strong>. Il motivo di tale  crisi? semplice: i giornali continuano a produrre notizie ma quelli  cartacei vendono sempre meno, mentre <strong>online il traffico va verso  gli aggregatori di news, e non verso i siti dei quotidiani</strong> (siti che, negli Stati Uniti, stanno perdendo enormi quote di pubblicità  locale a causa dei siti verticali di annunci, come Craigslist o  Monster).</p>
<p>In buona sostanza, la gente legge sempre meno (si nutre di “atomi” di  informazione) e condivide sempre di più: <strong>si comunica con gli  altri condividendo, sharando contenuti e spazi sociali, ma NON leggendo  ciò che si condivide</strong>. L’appartenenza, in estrema sintesi, passa  dalla condivisione dei contenuti, ma non è l’editoria a beneficiarne: <strong>siamo  nella società della comunicazione, e non in quella dell’informazione</strong>,  al punto che (incredibile a dirsi) dedichiamo in media solo l’1% del  nostro tempo online alla lettura di news.</p>
<p>L’evento si è chiuso intorno alle 14:00, purtroppo senza la consueta  sessione di domande e risposte. Dico purtroppo perché io una domanda da  fare, da buon venditore di pubblicità per un editore web verticale, la  avevo, e allora ne approfitto per porla qui (nella speranza che qualcuno  mi dia una risposta soddisfacente…):</p>
<p><em>“Il budget destinato alla pubblicità/promozione è un budget  “finito”. Intendo dire che non è illimitato, quindi se un brand decide  di investire un certa cifra la dividerà fra i vari media (TV, radio,  carta… e Internet).</em></p>
<p><em>A sua volta, il budget Internet finisce in enne rivoli… e qui  viene il punto: se una volta l’editore poteva “intercettare” con una  certa sicurezza una parte di questo budget (che, bene o male, finiva nei  classici banner), ora gli inserzionisti sono attratti da diverse altre  sirene, molte delle quali stanno sotto il cappello dei social media:  comprano annunci pubblicitari (e/o pagano agenzie per la  creazione/sviluppo/gestione di fan page) su Facebook, destinano risorse  alla gestione di un account Twitter, o peggio pagano personaggi per  infiltrarsi nella community dell’editore (e ovunque sia possibile  lasciare un commento furbetto).</em></p>
<p><em>Col risultato che l’editore vede meno soldi, e si deve  reinventare ogni giorno la ruota per far quadrare il bilancio. E  soprattutto col rischio che ceda alla “tentazione” di aumentare il  numero (e l’invasività) dei banner, o peggio di vendere publiredazionali  e marchette di vario tipo.</em></p>
<p>In altre parole: <span style="color:#ff9900;"><strong>gli investimenti pubblicitari sul web sono in  crescita, ma siamo davvero sicuri che della cosa ne stiano beneficiando  gli editori, ovvero coloro che lavorano per creare quotidianamente  contenuti di qualità?</strong></span>”</p>
<p>Fonte: <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/04/iab-seminar-2010.html" target="_blank">TagliaBlog</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/semstudiobari.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/semstudiobari.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/semstudiobari.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/semstudiobari.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/semstudiobari.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/semstudiobari.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/semstudiobari.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/semstudiobari.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/semstudiobari.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/semstudiobari.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/semstudiobari.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/semstudiobari.wordpress.com/168/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/semstudiobari.wordpress.com/168/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/semstudiobari.wordpress.com/168/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=168&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Web 2.0: Web Marketing 2010: quali strumenti e strategie vengono più utilizzati?</title>
		<link>http://semstudiobari.wordpress.com/2010/04/01/web-2-0-web-marketing-2010-quali-strumenti-e-strategie-vengono-piu-utilizzati/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 10:18:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>semstudiobari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo bari,web marketing bari,posizionamento motori di ricerca,blog, communitymarketing online, ottimizzare, social network, Web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali sono i più importanti investimenti di marketing delle imprese americane? Le ultime tendenze, aggiornate a febbraio 2010, sono documentate da un recente report effettuato da eMarketer. È evidente come negli USA inizia a diventare urgente e irrinunciabile l’inserimento nei propri piani di marketing communication degli strumenti del Web 2.0, con attenzione particolare soprattutto all’universo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=164&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/04/112464.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-165" title="112464" src="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/04/112464.gif?w=324&#038;h=457" alt="" width="324" height="457" /></a> Quali sono i più importanti investimenti di marketing delle imprese  americane? Le ultime tendenze, aggiornate a febbraio 2010, sono  documentate da un recente report effettuato da eMarketer.</p>
<p lang="en-GB">È evidente come negli USA inizia a  diventare urgente e irrinunciabile l’inserimento nei propri piani di marketing communication degli  strumenti del Web 2.0, con  attenzione  particolare soprattutto all’universo dei social network e alle pratiche  del viral marketing. Non si parla di  valori assoluti in termini di investimento, ma di variazioni rispetto  allo stesso periodo del 2009: <strong>il social media marketing e le forme di  marketing “sociali” (viral marketing, community marketing, ecc.)  registrano l’incremento più forte rispetto a tutte le altre forme di  comunicazione di marketing</strong>.</p>
<p>L’altro incremento più forte è relativo alla pubblicità online di  tipo classico, basata su banner e creatività varie inserite in siti  prevalentemente a contenuto editoriale. Se si considera che anche il  quarto incremento più marcato si riferisce alla pubblicità mediante  video online e il sesto alle azioni di SEO e SEM, appare chiaro come  negli USA <span style="color:#ff0000;"><strong>l’orientamento dei marketing and communication manager inizia a  dare sempre più importanza al web e a tutti i suoi canali</strong></span>.</p>
<p>A farne le spese sono, come prevedibile, le riviste e i giornali  cartacei, soprattutto le riviste generaliste e i quotidiani nazionali.  Tutto sommato, altrettanto prevedibile è il calo forte degli  investimenti in pubblicità sui media televisivi e radiofonici, che  peraltro toccano i valori più alti di non utilizzo.</p>
<p>Può risultare interessante legare questa tabella a un’altra proposta  nella stessa indagine, che misura l’indice di interesse dimostrato da  parte dei marketer statunitensi verso una serie di temi chiave del  marketing.</p>
<p><a href="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/04/112420.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-166" title="112420" src="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/04/112420.gif?w=324&#038;h=413" alt="" width="324" height="413" /></a></p>
<p lang="en-GB">In era di crisi, ovviamente, il primo  punto che tutti i responsabili marketing guardano è il ritorno  sull’investimento (ROI) che ciascuna campagna di comunicazione è in  grado di dare. In tempi difficili non c’è spazio per la sperimentazione  fine a se stessa e ogni spesa va ponderata con attenzione in termini di  efficacia dei risultati.</p>
<p>Al secondo posto c’è la conservazione o fidelizzazione dei clienti:  quanto una campagna è in grado di confermare il bacino di mercato fino a  quel momento detenuto? Stessa attenzione riservata alla brand loyalty,  la capacità che un marchio ha di rappresentare perfettamente i gusti e  la richiesta di soddisfazione di una persona, oltre a essere un  riferimento insostituibile nelle scelte di consumo.</p>
<p>A seguire ci sono il posizionamento e la differenziazione  dell’azienda e dei prodotti, il branding, la customer satisfaction. I  social media sono soltanto all’ottavo posto, mentre la preoccupazione  per il ritorno sull’investimento in campagne basate sui social media è  all’ultimo posto, insieme alla costruzione di community legate a un  marchio, al word-of-mouth virale e al blogging. Insomma tutte le azione  da Enterprise 2.0 non sono tenute ancora in elevata considerazione  quando si tratta di elaborare riflessioni mirate.</p>
<p>La ragione di questo comportamento deriva dall’eccessivo hype che  ormai da troppo tempo inizia a sostenere i social media e il Web 2.0 in  generale. Hype che con i suoi eccessi entusiastici ha iniziato a  infastidire i marketer, che vorrebbero avere più sostanza e concretezza e  non soltanto slogan e presentazioni entusiastiche. In sostanza, va  molto bene aumentare gli investimenti in questi ambiti, ma di parlarne  ancora come se fossero la soluzione finale a tutti i problemi del  marketing assolutamente no.</p>
<p>Un’ultima osservazione sul mobile marketing: c’è una certa cautela  sia per quanto riguarda l’attenzione nelle riflessioni dei marketer, sia  per quanto concerne la crescita degli investimenti in questo senso.  Sostanzialmente è un mercato tenuto in considerazione, ma visto come  ancora immaturo e in forte evoluzione. Qui l’hype è ancora lontano  dall’esplodere, ma con ogni probabilità sarà la prossima nuova onda da  cavalcare.</p>
<p>Fonte: Communication  Village</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/semstudiobari.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/semstudiobari.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/semstudiobari.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/semstudiobari.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/semstudiobari.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/semstudiobari.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/semstudiobari.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/semstudiobari.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/semstudiobari.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/semstudiobari.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/semstudiobari.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/semstudiobari.wordpress.com/164/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/semstudiobari.wordpress.com/164/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/semstudiobari.wordpress.com/164/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=164&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">112420</media:title>
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	</item>
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		<title>L&#8217;info-commerce piace agli italiani</title>
		<link>http://semstudiobari.wordpress.com/2010/03/26/linfo-commerce-piace-agli-italiani/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 10:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>semstudiobari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo bari,web marketing bari,posizionamento motori di ricerca,blog, communitymarketing online, ottimizzare, social network, Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[acquistare on line]]></category>
		<category><![CDATA[comprare on line]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[eBusiness]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricerca di eBit Innovation e Demoskopea descrive l’approccio di aziende e consumatori all’eBusiness e le nuove basi su cui si costruisce la relazione tra domanda e offerta. Il web è una piazza virtuale in cui azienda e consumatore si incontrano. Per capire che qualcosa sta cambiando, basta ascoltare un qualsiasi responsabile di punto vendita [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=semstudiobari.wordpress.com&amp;blog=9253388&amp;post=160&amp;subd=semstudiobari&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/03/ecommerce_01_103x131.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-161" title="ecommerce_01_103x131" src="http://semstudiobari.files.wordpress.com/2010/03/ecommerce_01_103x131.jpg?w=103&#038;h=131" alt="" width="103" height="131" /></a><strong>La ricerca di eBit Innovation e Demoskopea descrive l’approccio di aziende e consumatori all’eBusiness e le nuove basi su cui si costruisce la relazione tra domanda e offerta. Il web è una piazza virtuale in cui azienda e consumatore si incontrano.</strong></p>
<p>Per capire che qualcosa sta cambiando, basta ascoltare un qualsiasi responsabile di punto vendita quando racconta che sono <span style="color:#ff9900;"><strong>sempre di più i clienti che arrivano “armati” di una stampata con le informazioni relative al prodotto che hanno scelto di acquistare</strong></span>.<br />
É il segnale che gli italiani si stanno convincendo che la rete sia un ottimo veicolo per documentarsi e valutare preventivamente sia il prodotto che il fornitore.</p>
<p>La conferma viene anche dal Secondo Osservatorio Italiano eBusiness, presentato oggi da eBit Innovation e Demoskopea, secondo cui l&#8217;info-commerce,<span style="color:#ff9900;"> <strong>l&#8217;attività di informarsi online prima di comprare on line o offline, è sempre più praticato e sta conquistando nuovi adepti anche tra i consumatori di età superiore ai 55 anni</strong></span>.</p>
<p>Lo studio si è basato su un panel di 750 consumatori di età media intorno ai 40 anni, equamente suddiviso tra uomini e donne e con caratteristiche socio demografiche rappresentative dell&#8217;utente web. Le risposte fornite dal campione mostrano che il consumatore si rivolge con elevata frequenza, in media 15 giorni al mese, al web alla ricerca di informazioni sulle novità lanciate dalle varie aziende.</p>
<p>A dichiarare di farlo è la quasi totalità del campione, ben il 95%. E ogni tre giorni si documenta sui prezzi (90% del campione) confrontando (89% degli interpellati) le offerte reperibili sia sui siti di e-commerce che presso i punti vendita fisici.</p>
<p>Per acquisire queste informazioni il primo punto di riferimento è, ovviamente, il sito dell&#8217;azienda produttrice che viene preferito dal 48% del campione. Seguono i siti di settore specializzati, i forum e i blog in cui è possibile reperire le opinioni dei clienti che hanno già acquistato e sperimentato il prodotto che si sta valutando.</p>
<p>E qui sta un primo elemento decisamente non trascurabile: le valutazioni degli altri consumatori hanno un peso rilevante nell&#8217;orientare le decisioni di acquisto.<br />
Anche in questo ambito, troviamo i “soliti”social network che vengono frequentati da un terzo degli internauti (e il numero è in continua crescita) intenti a documentarsi prima di comprare.</p>
<p>Tra un acquisto e l&#8217;altro, la relazione tra azienda e consumatore si sta ridisegnando. Il consumatore è sempre più proattivo nei suoi contatti con l&#8217;azienda.<br />
Per accedere alle sezioni riservate disponibili sui siti aziendali non esita ad iscriversi all&#8217;extranet, 92% del campione, e vede nelle varie newsletter, 60% del campione, uno strumento per garantirsi una comunicazione personalizzata e regolare. Ben il 63% degli intervistati afferma di aver avuto un ruolo attivo nel cercare il contatto e solo il 50% sostiene di essere stato interpellato. Ma quali sono le informazioni che interessano? Aggiornamenti sui prodotti e servizi (69% del campione), ricerca di promozioni o sconti da sfruttare ( 36%) sul punto di vendita e online (23%).<br />
Pochissimi, solo il 4%, quelli che sono stimolati dal bisogno di esprimere lamentele e insoddisfazioni per i prodotti o i servizi.</p>
<p>Il Rapporto contiene anche una classifica dei settori merceologici a cui appartengono i siti più visitati negli ultimi sei mesi: 70% abbigliamento e accessori, 66% servizi finanziari (bancari più assicurativi), 62% grande distribuzione, 58% arredamento e/o complementi di arredo, 53% prodotti per la cura del corpo, 47% alimenti, 35% bevande e bibite, 34% detergenza, pulizia della casa e 29% siti relativi a vino e alcolici.</p>
<p>L&#8217;info-commerce è percepito dalle aziende come una grande opportunità. La ricerca condotta da eBit Innovation e Demoskopea ha coinvolto un panel di 300 aziende con un fatturato medio di circa 400 milioni di euro e ha interessato i board di direzione, in particolare i Direttori Marketing e gli Amministratori Delegati di aziende rappresentative sia della PMI che di filiali italiane di multinazionali.<br />
I risultati mostrano un incremento del 21% dell&#8217;utilizzo di strumenti di CRM rispetto al 2008. L&#8217;87% delle aziende dichiara di aver creato un data base clienti ed il 67% di averlo dettagliato con attività di profilazione e segmentazione. Rispetto al 2008 crescono del 16% le attività in ambito di Community e social network e del 15% le attività di web marketing e advertising.<br />
Per il 99% delle aziende il sito aziendale è uno strumento privilegiato anche se, forse, non è ben finalizzato. Infatti, mentre la quasi totalità dei consumatori è interessata a raccogliere informazioni su prezzi dei prodotti (90%) e su promozioni e sconti (70%), solo il 42% dei siti aziendali contiene sezioni dedicate a concorsi e promozioni e soltanto il 26% presenta offerte di prezzi e sconti.</p>
<p>Ma anche in questo ambito il cambiamento è in atto. Ben il 72% del campione dichiara di contattare il cliente via e-mail o sms. Prova ne sia che in un solo anno l&#8217;invio di Sms alla clientela è raddoppiato passando dal 18% del 2008 al 41% del 2009. In netta crescita anche il materiale interattivo o multimediale veicolati nei punti vendita: era il 18% nel 2008, è stato il 40% nel 2009. Infine, in omaggio ad un mondo che si muove all&#8217;insegna della mobilità, è sensibile anche l&#8217;incremento degli M-site ottimizzati per gli onnipresenti telefonini.</p>
<p>A stimolare le aziende è la convinzione che l&#8217;eBusiness possa avere un impatto sulla profittabilità, (70% del campione). Anche se il 64% degli intervistati è consapevole che tutto questo si tradurrà in una riorganizzazione dei processi aziendali.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.b2b24.ilsole24ore.com/articoli/0,1254,24_ART_106911,00.html" target="_blank">Il Sole 24 Ore</a></p>
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